Dio Ci Odia Tutti

Hank Moody aveva ragione
sabato, 21 novembre 2009

La Descrizione Di Un Attimo

C'è un tempo della mia vita che appartiene solo a te.

La descrizione di un attimo.

Perchè non importa la mia vita, la mia donna, il mio lavoro, i miei amici. C'è sempre un altro giorno, un'altra ora ed un momento in cui il mio pensiero si annulla e i tuoi stupendi occhi nocciola si impossessano ancora di me.

Le nostre vite continuano a fare strani giri e per qualche misterioso motivo si incrociano ancora una volta, come se i nostri cuori si inseguissero senza sosta sulla striscia di Moebius.

E' e continuerà ad essere sempre la descrizione di un attimo.

D'altra parte, è la nostra canzone.

Think
On

Since
You
Rebirth
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mercoledì, 11 novembre 2009

Ho Ucciso Un Uomo Innocente

L'uomo e' sempre stato attratto dal mare...ma per noi e' uno scenario innaturale.


Un luogo estremamente pericoloso.

Maree...
correnti...
onde...
vento

tutti questi fattori hanno i propri rischi.

Nessuno di essi puo' essere ignorato.


Il minimo errore di valutazione puo' essere un errore dal quale si potrebbe non riprendersi mai.

Tuttavia un buon marinaio non combatte questi elementi.

Un buon marinaio lavora con loro, usandoli a suo vantaggio.

Mentre altri, meno fortunati, potrebbero andare per sempre alla deriva...spesso in molti pezzi...
 
lui torna sempre a casa tutto intero.

Dexter Morgan

postato da giufisc alle ore 09:48 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, 04 novembre 2009

Black Celebration

Let's have a black celebration
Black Celebration
Tonight

To celebrate the fact
That we've seen the back
Of another black day

I look to you
How you carry on
When all hope is gone
Can't you see

Your optimistic eyes
Seem like paradise
To someone like
Me

I want to take you
In my arms
Forgetting all I couldn't do today

Black Celebration
Black Celebration
Tonight

To celebrate the fact
That we've seen the back
Of another black day

I look to you
And your strong belief
Me, I want relief
Tonight

Consolation
I want so much
Want to feel your touch
Tonight

Take me in your arms
Forgetting all you couldn't do today

Black Celebration
I'll drink to that
Black Celebration
Tonight

Black Celebration - Depeche Mode, Black Celebration (1986)
postato da giufisc alle ore 08:12 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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mercoledì, 21 ottobre 2009

Sono come una calamita per le persone disturbate emotivamente

Eccitato e bagnata...e' una combinazione vincente.

E' come gelato e panna...

...o Lennon e McCartney.
HM
postato da giufisc alle ore 13:37 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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venerdì, 16 ottobre 2009

Lei

Lei e' il mio purgatorio.

La cena, le bevute e tutto il resto...

Il punto è che finisco comunque per dirle quanto sia bella.
Perche' e' vero. Tutte le donne lo sono, in un modo o in un altro.

C'e' sempre qualcosa in ognuna di voi. Un sorriso, una forma...un segreto.

Voi donne siete davvero le creature piu' affascinanti.


Il lavoro della mia vita.


Ma poi arriva il mattino dopo, i postumi...e la consapevolezza che non sono cosi' disponibile come pensavo la notte prima.

Lei se ne andrà. E sarò perseguitato nuovamente da una strada che non ho percorso.

HM


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giovedì, 01 ottobre 2009

Oceanic 815

Sono giorni ormai che ciondolo tra le email. In cerca di un biglietto aereo di sola andata.

Non si tratta più di scappare.

Me ne voglio andare. Punto. E basta.

La stessa strada,gli stessi volti, i macigni che costantemente porto addosso per i fatti miei. E quelli che mi mettono addosso gli altri, sempre più pesanti, che hanno raggiunto un livello ancora più alto di insostenibilità

Me ne voglio andare. Punto. E basta.

La sera non esco più, l'ansia di percorrere quelle strade... di giorno sopporto a fatica tutto ciò che mi orbita intorno. Vorrei mettermi un cartello con sopra scritto "istruzioni per l'uso: tutto ciò che sta succedendo non prendetela sul personale"
Anche perchè sembra che ci sia qualcuno che non abbia di meglio da fare che reputarsi il centro del mio personale universo, mettendo il broncio, non schiacciando più quello strano tasto verde sul cellulare perchè tanto non si esce, non c'è trippa per gatti. Il brucaliffo è andato.
Risultato? Mi avete fatto stare solo peggio. Mi avete fatto sentire anche più in colpa di quanto non mi senta già verso me stesso.

Me ne voglio andare. Punto. E basta.

Le ragioni per rimanere? E quali sono? Le persone che mi vogliono bene? Quelle stesse persone che hanno trovato diecimila cose da fare migliori che chiederti come stai? Quelle con cui devi fingere pure di stare bene, altrimenti non farebbero altro che romperti ancora di più il cazzo? Quelle di cui nonostante tutto ti devi prendere cura, perchè non sanno nulla o non capirebbero, visto che non fanno altro che sottolineare quanto la loro situazione sia peggio della tua? Basta. I ricatti morali sono finiti. Le ragioni non ci sono.

Me ne voglio andare. Punto. E basta.
Il mio corpo tornato a casa diventa talmente pesante che per sollevarlo ci vorrebbe una forza che in questo momento non sento di possedere. E poi uscire per cosa? Per rischiare la vita? Per andare a prendere come al solito qualcuno che non ha la macchina, o si sente troppo triste e solo per alzare il suo, di sedere.
Mi sento talmente oppresso quando guido un auto da avere la sensazione  di percorre un lungo, eterno miglio verde.
Vanto un vero record personale. In 10 anni che io e le persone che frequento abbiamo preso la patente, saranno venuti a prendermi o mi avranno accompagnato tre volte. Dico tre volte, non di più, e fatico pure a ricordarle. Sembra che il tragitto per venire a casa mia sia sorprendentemente debilitante per il corpo e la psiche, mente invece percorrerlo nel senso opposto valga sempre lo sforzo. Vabbè, ma d'altronde io anche la pronto soccorso mi sono accompagnato da solo, non si può pretendere tutto dalla vita.

Me ne voglio andare. Punto. E basta.
Sono davvero stanco. Stanco di vedere, le stesse facce, le stesse scene, le stesse strade. Sono stanco dei commenti carini della gente che incontro ogni tanto che dopo aver detto "ciao" non trovano di meglio da fare che usare la loro solleva pesi mentale per valutare quanto sei ingrassato o dimagrito dall'ultima volta che ci si è incontrati. tanto poi, alla fine, che cazzo ne sapete di quello che c'è stato in mezzo? No lo sanno nemmeno i miei, voi siete proprio fuori dal gioco.

Me ne voglio andare. Punto. E basta.
Ovviamente c'è sempre qualcosa da salvare. Voi, e voi soltanto potete venire con me. Anzi, tu devi proprio venire.

Per il resto, posso dire solo questo. Gli Zen Circus, ancora una volta avevano capito tutto.
Il loro nuovo cd lo dedico solo a voi.

postato da giufisc alle ore 13:33 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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giovedì, 17 settembre 2009

Erba Voglio

Volevo una casa, e vivo in una mansarda.

Volevo essere sposato, ma la mia ragazza se n'e' andata.

Volevo scrivere un libro, ma mi trovo dietro ad un bancone.

Volevo insegnare, ma non so bene cosa.



Nella tua vita ci sono momenti in cui ti rendi conto che Dio sta scherzando.

Lui sta lassu'...cazzo, oppure lei sta lassu', ad ammazzarsi dalla risate.

In ogni caso, sei fottuto.


postato da giufisc alle ore 10:10 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
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sabato, 05 settembre 2009

Shake The Disease

I'm not going down on my knees
Begging you to adore me
Can't you see it's misery
And torture for me
When I'm misunderstood
Try as hard as you can
I've tried as hard as I could
To make you see
How important it is for me

Here is a plea
From my heart to you
Nobody knows me
As well as you do
You know how hard it is for me
To shake the disease
That takes hold of my tongue
In situations like these

Understand me

Some people have to be
Permanently together
Lovers devoted to
Each other forever
Now I've got things to do
And I've said before that I know you have too
When I'm not there
In spirit I'll be there

Here is a plea
From my heart to you
Nobody knows me
As well as you do
You know how hard it is for me
To shake the disease
That takes hold of my tongue
In situations like these

Understand me

Shake The Disease - Depeche Mode, The SIngles 81-85 (1985)
postato da giufisc alle ore 18:13 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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lunedì, 03 agosto 2009

D'Amore, di Morte e di Altre Sciocchezze

La morte non è altro che la forma più alta di democrazia. Una volta ho letto di un tizio in Canada che è morto perché gli è caduto addosso un blocco di urina congelata. Qual è la probabilità di morire a causa di un gigantesco cubetto di ghiaccio fatto di piscio?
E questo dovrebbe renderti speciale? La verità è che non siamo altro che delle fottute bombe ad orologeria. Tutto qui. Molto semplice, in fondo. Alla nostra nascita parte un conto alla rovescia che per tutti dovrà giungere a zero. Lo zero non è altro che il traguardo finale della nostra esistenza.
Ben poco importa se il giro dura pochi secondi o un secolo, questo non ci rende gli uni diversi dagli altri. Siamo tutti pronti ad esplodere, in ogni momento. Anche quando sappiamo, per un motivo o per un altro, dove finisce la nostra corsa, oppure capita che qualcuno tagli il filo rosso al posto di quello verde…BOOM. Il risultato è sempre lo stesso.
La morte è un imprevisto solo per chi rimane. Sono solo le persone che ti stanno intorno che non si abitueranno mai alla tua assenza, se sei stato in grado di costruire qualcosa di buono mentre le lancette giravano. Le persone che ti amano, tutte, nessuna esclusa, non riusciranno mai a fare a meno di te. Forse anche quelle che non ti amano: l’edicolante, il tabaccaio, il tizio del bar che ogni mattina sputa nel caffè della tua collega convincendoti che forse dio esiste, dedicheranno anche un solo secondo a pensare a quella risata, quel sorriso, quello sguardo. Quel vuoto che non si colmerà più. Quello è l’unico momento in cui smetti di essere un cronografo da polso per essere davvero vivo.

Ho guardato la morte in faccia due volte. E’ durato pochissimo, eppure in entrambi i casi lo strascico è stato devastante. Se sono qui a raccontarlo vuol dire ovviamente che tutte e due le volte mi sono voltato dall’altra parte. E sono riuscito anche a non farmelo mettere nel culo.
In realtà non ho ben capito se sono stato io a correrle incontro e lei non mi ha voluto, oppure è stata lei a cercarmi due volte nello stesso posto, alla stessa ora, e nella stessa maniera ed io sono riuscito a sfuggirle. Anche se farsi questa domanda non ha senso e la risposta potrebbe non piacermi per niente.
So solo che scampare alla morte non ha come diretta conseguenza quella di
cantare un inno alla vita e cominciare a credere in un’entità superiore. Anche se mia madre avrebbe voluto, visto che collocò prontamente, la prima volta, una statua di Padre Pio in mezzo al giardino. Il mio cane pensò bene di elevarla a bagno di lusso dotato anche di faretto per improvvise necessità notturne.
Quando scampi alla morte ti rimangono solo le costole rotte ed un sacco di domande. In sostanza diventi molto, molto più incasinato di prima.
Solo di una cosa hai la perfetta coscienza: la tua vita può finire in qualsiasi momento. Ora. Ora. E ora. Stop.
Smetti completamente di avere la concezione del futuro. E quando parlo di futuro, non intendo tra 10 anni, tra cinque, se il lavoro mi soddisferà, come sarà la mia famiglia, con chi mi sposerò. Intendo domani. Si, proprio l’alba dopo questa notte. Perché dovrebbe arrivare? Se anche arriverà, cosa avrà di tanto speciale per cui non posso succhiare fino al midollo quello che ho adesso, in questo istante?
Senza avere tutti quegli accorgimenti che permettono le persone “vive”, non alle immagini in bianco e nero come me, di proseguire la proprio esistenza in una maniera più sana e felice.
Il mondo al massimo finirà domani. Non ne vale mica la pena.
Questa cosa influenza pesantemente la tua vita, e probabilmente la influenzerà per sempre…la tua quotidianità non sarà mai più la stessa cosa. E quando succede di nuovo non ti sembra nemmeno così strano, hai solo voglia di uscire da quella scatola di metallo, accenderti una rossa e tornare a casa a leccarti le ferite più velocemente possibile.
Soprattutto senza dare fastidio a nessuno.
In fin dei conti, quando la morte proprio non ti vuole, quello è l’unico imprevisto con cui non puoi fare i conti.

continua...
postato da giufisc alle ore 22:08 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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lunedì, 03 agosto 2009

Behind The Wheel

My little girl
Drive anywhere
Do what you want
I don't care

Tonight
I'm in the hands of fate
I hand myself
Over on a plate

Now

Oh little girl
There are times when I feel
I rather not be
The one behind the wheel

Come
Pull my strings
Watch me move
I do anything

Please

Sweet little girl
I prefer
You behind the wheel
And me the passenger

Drive
I'm yours to keep
Do what you want
I'm going cheap

Tonight

You're behind the wheel, tonight

Behind The Wheel - Depeche Mode, Music For The Masses (1987)
postato da giufisc alle ore 20:43 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
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Chi sono

Utente: giufisc
Nome: Fisk
Ho incontrato una persona. E' stato un caso. Non la stavo cercando, non ero a caccia. E' stata la tempesta perfetta. Lei ha detto una cosa, io un'altra. E all'improvviso volevo passare il resto della mia vita facendo quella conversazione. Ora ho questo sensazione nello stomaco. Potrebbe essere lei quella giusta. E' completamente pazza, in un modo che mi fa sorridere. E' estremamente nevrotica. C'e' molto da sopportare. Quella persona sei tu. Ecco la buona notizia. La brutta e' che non so come fare per stare con te. E questo mi spaventa a morte. Perche' se in questo momento non sono con te, ho la sensazione che non staremo mai piu' insieme. Il mondo e' enorme, cattivo, pieno di svolte e cambiamenti. E le persone a volte si distraggono e perdono l'attimo... L'attimo che avrebbe potuto cambiare tutto. Non so cosa succedera' tra di noi, e non so spiegarti perche' dovresti perdere tempo con uno come me… Ma cazzo, profumi di buono… di casa. E poi fai un ottimo caffe'. Quello contera' pur qualcosa, no?


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